Eternals

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Eternals – Recensione Narrante

Eternals ha un grande problema: è troppo serio per un film di supereroi, ma troppo superficiale per un film serio

Attenzione, questa è la versione completa, quindi ci sono anche alcuni spoiler
Eternals Recensione Narrante
Eternals racconta di esseri sovrumani e superpoteri, ma in realtà vuole parlare di umanità, di libero arbitrio, di amore e di dovere. Ecco, spesso sarebbe stato meglio se si fosse limitato a parlare di superpoteri e combattimenti.

La Storia: drammatica (in tutti i sensi)

Guardando Eternals c’era qualcosa che non mi tornava. Quella specie di prurito nel cervello causato da un pensiero che non riesci bene ad afferrare mentre gioca ad acchiapparella fra i tuoi neuroni. 

Poi, dopo un po’ che lo guardavo, ho capito. 

Eternals mi confondeva, perché non lo riconoscevo come un film Marvel pur sapendo che era un film Marvel, ma allo stesso tempo non sapevo come altro definirlo. 

La storia narra di un gruppo di eroi immortali provenienti da Olympia e dotati di poteri straordinari, gli Eterni, che nel 5000 a.C. sono stati inviati sulla Terra dal celestiale Arishem, un essere cosmico potentissimo, per difendere gli umani dai Devianti, ovvero delle creature aggressive simili ad animali con indosso la nanotuta di Crysis (non posso essere l’unica ad averlo pensato). 

Intorno al 1400 d.C. gli Eterni riescono a liberare l’umanità dagli ultimi Devianti e si dividono, almeno fino ai giorni nostri quando due di loro, Sersi e Sprite (no non avete letto male voi o scritto male io, è proprio Sprite, come la bevanda) vengono attaccate da un Deviante a Londra. 

Insieme a Ikaris, un altro Eterno, decidono di rintracciare gli altri per sconfiggere nuovamente i loro nemici, ma presto scoprono che c’è un pericolo ben peggiore da scongiurare, l’Emersione del celestiale Tiamut.

Beh, è un film Marvel in piena regola no? Supereroi, esseri cosmici (i Celestiali sono davvero stupendi), combattimenti, magia, non c’è già tutto? Mh, no, in realtà no.

― Il Celestiale Arishem

Io non penso che tutti i film Marvel siano “cazzate di supereroi per bambini”, certo, ci sono anche quelle, ma la Marvel ha dimostrato di poter raccontare storie di supereroi frivole e anche storie in grado di commuovere e parlare di argomenti più seri (secondo me il miglior esempio di questo è WandaVision, ma anche alcune sequenze di Infinity War e Endgame). 

Eternals però non riesce a essere una di queste.

Il film, a livello di intreccio, ha pure dei bei colpi di scena (il vero scopo degli Eterni, il tradimento di Ikaris, la storia dei Devianti ecc) e il finale è molto carino, ma tutti questi elementi sono bloccati, impantanati e rallentati da un pathos troppo carico ed esasperato;

ci sono dei movimenti, degli sguardi, degli scambi che sono talmente forzati da interrompere momentaneamente la sospensione dell’incredulità: “Ah già. Sono degli attori che recitano, vero. Mhmh, ottimo.”

Eternals aggiunge sicuramente più situazioni ed elementi “maturi” rispetto ai recenti film Marvel, è più violento, ci sono gli schizzi di sangue dei Devianti, la gente muore;

c’è anche una scena di sesso (non troppo esplicita ma si vede, è la prima volta che si vede una scena uno po’ più “spinta” in un film dell’MCU), però non riesce comunque a centrare gli obbiettivi di serietà che sembra fissarsi. 

Andava bene anche solo un film di supereroi classico e di puro intrattenimento, non credo che qualcuno se la sarebbe presa. 

Voglio dire, ovviamente qualcuno se la sarebbe presa, esiste internet, ma almeno gli avremmo potuto rispondere “Ma nun dì cazzate” e toglierci la soddisfazione, no?

I Personaggi: premesse interessanti. Solo le premesse però

I personaggi di Eternals hanno lo stesso identico difetto della storia: l’idea di base è buona, ma viene annacquata in un mare di tentativi di profondità che fallendo lasciando solo un materiale finale molto insipido. 

Sersi ad esempio per essere la protagonista è un’eroina molto classica ma per niente incisiva, proprio come se creassi il personaggio di un GDR selezionando la classe “Eroe Base” ma poi ti dimenticassi di ritoccare le statistiche; Carisma? Personalità? Caratterizzazione? Tutto su Impostazioni di Default

Poi ci sono Phastos e Druig (e in parte anche Sprite) che pongono le basi per delle questioni etiche e morali molto interessanti, che fra l’altro dovrebbero anche essere alla base dei loro archi narrativi, ma che non vengono assolutamente approfondite;

Phastos è un super-ingegnere incaricato del progresso tecnologico dell’umanità che, dopo il disastro di Hiroshima, si chiede se gli umani si meritino davvero certe conoscenze visto che finiscono per usarle come armi di distruzione di massa e, a causa dei sensi di colpa e della delusione, decide di “rinunciare agli umani”. 

Bella idea, vero? Sì, molto, ma tanto lo vediamo 5 minuti dopo con la sua famiglia tutto tranquillo. Vuoi sollevare la questione morale rendendomelo un punto focale del personaggio? Fantastico, ma non lasciare la cosa a metà.  

Uguale per Druig, che pone l’importantissima questione del libero arbitrio e della violenza insita negli esseri umani, ma il tutto si estingue con un, e cito testualmente, “So che sei meglio di così”.

― Gli Eterni al loro arrivo sulla Terra

Adesso addentriamoci invece nell’argomento, evidentissimo, dell’inclusività: Eternals se lo pone come obbiettivo in maniera estremamente aperta, sia nei personaggi che nel cast. 

Ajak, Makkari e Sprite, qui personaggi femminili, nei fumetti sono uomini, Makkari poi è la prima supereroina sordomuta dell’MCU (mentre la sua controparte nel fumetto non lo è), Phastos è apertamente omosessuale e in generale gli interpreti del film sono di diverse etnie. 

La Marvel si sta chiaramente orientando verso una maggiore inclusività nelle sue opere, ed Eternals ne è sicuramente un manifesto; adesso, tralasciamo tutta la discussione sociopolitica che c’è dietro a questo argomento, io apprezzo molto e anzi incoraggio la rappresentazione e l’inclusività, e devo dire che nel film c’è una notevole diversità (almeno rispetto alla media), solo che non basta;

ad esempio Makkari sarà anche il primo personaggio sordomuto, ma tutta la sua caratterizzazione, purtroppo, finisce lì: non approfondiscono assolutamente nulla di lei, della sua personalità e della sua storia. 

Per fare un esempio, quando gli Eternals si devono riunire e li vanno a cercare sparsi in giro per il mondo, cercano tutti tranne lei, e quando ritornano alla loro astronave la trovano lì ad aspettare, e basta. 

Se Sersi è poco incisiva Makkari non hanno neanche provato a svilupparla, e non basta mettere un personaggio nero, gay o sordomuto per essere inclusivi, piuttosto basta per darsi una pacca sulla spalla e dire “Oh, io ho fatto la mia parte ora non mi potete dire nulla”. 

E poi c’è la questione della rappresentazione del “disturbo mentale” di Thena. Davvero l’unica rappresentazione di una questione simile che gli è venuta in mente è il “pazzo” che farnetica frasi senza senso mentre fa i disegnini inquietanti con i pastelli a cera? Davvero? Perché non è profondo, non è evocativo, non è interessante. 

È solo visto, e rivisto, e rivisto e banale

Che poi il rapporto fra lei e Gilgamesh è molto bello, quindi è un peccato che non l’abbiano approfondito un po’ di più per farci scoprire questi due personaggi e il loro carattere. 

Quindi che dire dei personaggi? Intelligenti, ma non si applicano.

La Narrazione: cottura lenta, anzi lentissima, con un retrogusto di imbarazzo

La narrazione, a differenza della storia e dei personaggi, non ha il problema di essere una bella idea mal realizzata, ma ha il problema di non avere proprio equilibrio. 

È di una lentezza esagerata, e non è un’iperbole: su due ore e mezza di film la prima ore e mezza è solo l’introduzione di tutti i personaggi e il modo in cui gli Eterni si ritrovano dopo secoli che sono finiti in giro per il mondo, e la mezz’ora successiva è un preambolo alla battaglia finale. 

Il risultato? Normalmente una storia è grossomodo composta da incipit, svolgimento e finale, e diciamo che in proporzione dovrebbero essere, giusto per rendere l’idea, circa il 10%, il 70% e il 20% del totale.

In Eternals abbiamo un incipit che ricopre l’80% della storia e uno svolgimento di 20 minuti, quindi le prime due ore di film sembrano l’introduzione a un finale troppo breve, e non lo svolgimento, ma allo stesso tempo il ritmo è continuamente “spezzato” da una marea di micro-eventi che rendono la narrazione paradossalmente troppo veloce. 

C’è troppa carne al fuoco che viene cotta troppo lentamente. 

La storia, per come è strutturata, forse sarebbe stata più adatta a un formato episodico, perché alcuni elementi sono risolti in maniera davvero troppo sbrigativa, come le scene in cui incontriamo Phastos e Druig. 

In particolare con Phastos succede praticamente questo: Sersi e Ikaris gli dicono che il mondo sta per finire e che moriranno tutti, ma che con il suo aiuto forse possono impedirlo, e Phastos in buona sostanza gli risponde “Mmh, no, no. Preferisco finire di aggiustare questa bicicletta. Bene, arrivederci”;

poi però arriva suo marito e gli dice che deve almeno provare ad aiutarli a salvare il mondo e improvvisamente “Si, certo, ovvio che li aiuto, hai ragione. Faccio lo zaino? No anzi partiamo subito, pure senza lo zaino.” 

Così. In 4 minuti. 

Zero analisi del personaggio e delle sue motivazioni, stessa cosa con Druig: “Salviamo il mondo?” “No.” “Salviamo il mondo, per favore?” “Ook si parte!”.

― Ikaris e Sersi

Un altro elemento di palese squilibrio è l’aspetto comico; ora, la Marvel ormai ha la sua formula tipica con quel gusto riconoscibile ovunque, praticamente è la Coca Cola del cinema, e umorismo o piccole scenette comiche sono fra gli ingredienti simbolo della sua formula. 

In Eternals questo elemento fa moltissima fatica a emergere, rea anche l’impronta drammatica della narrazione;

di solito quando si va e vedere un film Marvel al cinema almeno una volta durante il film c’è quel momento in cui a quasi tutta la sala scappa un risatina, almeno una. 

In Eternals quel momento non c’è stato, perché le battute sono poche e non fanno particolarmente ridere (l’unica che un po’ si salva è la scena del tavolo a casa di Phastos). 

Tutta la responsabilità comica è stata poi addossata quasi esclusivamente a Kingo e Karun, come se, non riuscendo a equilibrare e distribuire la comicità durante la narrazione, avessero affidato questa responsabilità solo a due personaggi.

E poi c’è l’aspetto del “romanticismo” con scene che o sembrano uscite da uno show per adolescenti, tipo alcuni scambi fra Makkari e Druig, o da un video musicale del 2015;

io avrò anche una bassissima tolleranza per le situazioni sdolcinate, ma siamo tutti d’accordo che la scena in cui si tengono per mano Sersi e Ikaris al tramonto fa accapponare la pelle, vero?

Il ritmo e l’equilibrio nella narrazione di una storia sono fondamentali, ed Eternals purtroppo non ha nessuno dei due, finendo col sembrare una persona inesperta che cerca di ballare il tango su Enter Sandman: scoordinato, fuori ritmo e con piccole ondate di imbarazzo.

Conclusioni e Voto

Ora, premessa: per me non tutti i film per essere belli devono parlare dei grandi problemi dell’umanità, dipende dal film; “Avengers fa schifo perché non analizza abbastanza l’interiorità dei protagonisti” non mi dire, Sherlock

Se volevi un film profondo ti guardavi Interstellar, non Age of Ultron. 

Detto questo, ogni regista, come ogni artista, imprime alle sue opere le sue caratteristiche, il suo modo di interpretare e raccontare una storia, e secondo me Chloé Zhao semplicemente non era la regista giusta per questo film;

ma non perché non è una brava regista, ma perché il suo stile non era adatto a questo tipo di film, e se avete visto Nomadland, il film che le è valso l’Oscar, ve ne renderete sicuramente conto.

Capisco quale fosse l’intenzione del film, ovvero quella di avere un tono più serio, più introspettivo, anche più drammatico, ma nella pratica non ci è riuscito molto bene, causando un completo squilibrio fra l’elemento di svago e quello di serietà che ha creato un prodotto che non è assolutamente inguardabile, solo confuso. 

Troppo serio per essere di puro intrattenimento, troppo superficiale per essere riflessivo.

Voto: 5.5 su 10

“Tecnicamente” si, “Praticamente” no

La storia pone delle aspettative che poi la narrazione effettiva delude per la maggior parte. Non è propriamente brutta, ma alla fine lascia più dubbi sulla sua qualità che certezze sui suoi pregi.

Trailer Ufficiale

Author

Cicala

Terza generazione in una famiglia di appassionati di cinema, figlia di un accanito lettore di fumetti che mi ha fatto giocare ad Halo ancor prima di insegnarmi a camminare, non avevo speranze. Leggo, gioco, vado al cinema e scrivo, poi se capita dormo. Lancio le mie opinioni nel vuoto di internet che tanto c’è di peggio in giro.

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