Loki

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Loki – Recensione Narrante

Abbiamo sempre visto Loki nel ruolo o di nemico o di alleato o di antieroe. Ecco, in questa serie finalmente vediamo Loki nel ruolo di Loki

Attenzione, questa è la versione completa, quindi ci sono anche alcuni spoiler
Loki Recensione Narrante
Anche se è un personaggio molto interessante e molto amato da tanti fan dell’MCU, Loki ha sempre avuto ruoli che lo relegavano a un’ambiguità poco spiegata. Finalmente lo conosciamo, o meglio, li conosciamo.

La Storia: nuovo Loki, vecchie questioni

Quello che si sono chiesti in molti quando è stata annunciata la serie su Loki è una domanda molto semplice, ma fondamentale. 

Scusate, ma Loki non era morto?”

La risposta è altrettanto semplice: sì, è morto. 

Però

La serie inizia con Loki che, alla fine del primo Avengers, riesce a rubare il tesseract e scappare, contrariamente a quello che succede originariamente nel film, ma arrivato nel deserto del Gobi viene circondato e arrestato da dei soldati particolari;

da qui viene portato in uno strano “ufficio” anni ‘50 in cui gli viene svelato che si trova alla TVA, ovvero la Time Variance Authority, un luogo creato dai Custodi Temporali per proteggere la Sacra Linea Temporale e “falciare” le Varianti come il nostro Loki.

Le varianti non sono altro che le versioni alternative di chi, con le proprie azioni, ha creato un universo alternativo e quindi una nuova diramazione nella linea temporale (non ti piace la scelta che ha fatto qualcuno e non credi nel libero arbitrio? Cancellalo dalla realtà a costo zero! È la soluzione preferita da tutti i grandi dittatori e dal KGB. Cosa stai aspettando, scegli anche tu l’eliminazione della volontà altrui!).  

Un agente della TVA, Mobius, lo salva però dall’eliminazione e gli offre un patto: Loki potrà parlare direttamente con i Custodi Temporali per discutere una possibile alternativa alla sua eliminazione, ma in cambio deve aiutare l’agente a catturare una variante che sta facendo strage tra le fila della TVA. 

Il dio dell’inganno accetta, imbarcandosi in un’avventura che lo spingerà ad addentrarsi sempre di più nel mistero del multiverso e nel ruolo a cui ogni sua variante (Loki alligatore compreso) sembra condannata in ogni linea temporale: la sconfitta.

― La “Sacra Linea Temporale” e delle diramazioni, ovvero universi alternativi nascenti

In generale la seconda parte è più movimentata e ricca di avvenimenti rispetto alla prima, che risulta invece più lenta, e il finale è carico di azione e colpi di scena; il finale poi è assolutamente fondamentale per la storia della Fase 4 dell’MCU, rendendo Loki una serie (inaspettatamente) di grandissimo rilievo per la questione più grande del multiverso. 

A proposito, non sono l’unica che pensa che “aprire” liberamente il multiverso scatenando potenzialmente una guerra infinita fra dimensioni sia un’idea… diciamo opinabile, vero?

Generalmente l’intreccio si sviluppa grazie a colpi di scena di vario tipo (Sylvie che è una variante di Loki, la vera natura della TVA, il Vuoto, Colui che rimane ecc), ma sicuramente i due punti focali della storia restano la TVA e soprattutto il rapporto fra Loki e Sylvie;

quest’ultimo è in realtà il tema predominante della serie, che in molti momenti va a spodestare l’introspettività di Loki stesso, che in realtà non è esattamente il punto centrale dell’opera. 

L’intreccio romantico infatti a volte mi è parso un po’ troppo ingombrante, perché mi sarebbe piaciuto prima approfondire meglio Loki come individuo per poi concentrarsi sulla sua relazione con Sylvie, mentre per come è stata realizzata la storia le motivazioni e la personalità stessa del protagonista rimangono sempre un po’ superficiali.

La storia di Loki rimane quindi una buona storia di avventura, ma il dio dell’inganno resta di nuovo un po’ poco spiegato, poco approfondito, e ancora una volta la sua personalità sembra adattarsi “a servizio” delle circostante che lo vedono alleato, eroico, ingannevole o scoraggiato a seconda di quello che serve alla storia per continuare. 

È certamente interessante, solo che in Loki avrei voluto vedere un po’ più di, beh, Loki.

I Personaggi: uno, nessuno, centomila Loki

A parte il nostro protagonista “Loki in garanzia: ne perdi uno te ne ridiamo un altro nuovo di zecca” e Sylvie la “Loki-non-Loki”, i personaggi centrali della serie sono pochi, e infatti solo Mobius, Ravonna e in parte la Cacciatrice B-15 hanno dei ruoli di rilievo. 

I personaggi secondari non sono particolarmente incisivi o memorabili, ma sono tutti molto dinamici e riescono a cambiare ed evolversi in base agli avvenimenti, pronti a cambiare idea in accordo con la situazione, una caratteristica molto apprezzabile;

lo vediamo prima di tutto con Mobius, che passa dal servire ciecamente la TVA a cercare di smascherare insieme ai Loki le sue bugie, poi con Ravonna, anche se fa più fatica a convincersi rispetto a Mobius, e anche con la Cacciatrice B-15. 

Loki invece è un po’ troppo dinamico: allora, io capisco che sia un personaggio ambiguo e mutevole, il che va benissimo, anzi è uno dei punti di forza che lo rendono a mio parere uno dei personaggi più interessanti dell’MCU (e anche il fatto che sia interpretato da Tom Hiddleston aiuta, lo ammetto), però questa non è una scusa per modificarlo ogni volta secondo la situazione;

io credo che i personaggi debbano costruire la loro storia, non essere costruiti e assemblati ogni volta in base al dove si vuole andare a parare in quel preciso momento. 

Non fraintendetemi, è sempre Loki, ma soprattutto contando che questa sua versione non ha vissuto né gli eventi di Thor: The Dark World, né di Ragnarok e soprattutto di Infinity War, che mi sembra siano stati dei momenti abbastanza importanti per il suo sviluppo e la sua vita (e direi anche per la sua morte), questo suo cambio di morale mi è sembrato un po’ troppo sbrigativo. 

Che poi in realtà hanno iniziato a sviluppare l’argomento in maniera molto interessante, mettendo in luce la questione che tutti i Loki, in un modo o nell’altro, sembrano destinati al fallimento, e soprattutto il fatto che gli venga impedito di migliorare obbligandoli al ruolo del cattivo, ma sempre del cattivo che perde in modo da far vincere l’eroe.

― La moltiplicazione dei Loki

La questione è davvero centrale per il personaggio, e mette in luce un grande problema del multiverso regolato da Colui che Rimane: tutti i Loki sembrano accomunati solo dalla sconfitta, dall’essere dei dell’inganno continuamente ingannati e relegati al Vuoto per ogni loro vittoria, ancora e ancora. 

Mi sarebbe davvero piaciuto che fosse trattata un po’ meno sbrigativamente come questione, ma comunque quello che c’è è già molto coinvolgente.

Per quanto riguarda Sylvie invece stiamo parlando di un personaggio che preso singolarmente è interessante, anche se non eccezionale, ma che si incrina un po’ quando la si va a considerare come una Loki per un semplice motivo: è Sylvie, non una Loki.

Non è un difetto, chiariamoci, i Loki è giusto che non siano tutti identici, solo che lei c’entra proprio poco con le altre varianti: ha un altro nome, un’altra storia ed è l’unica variante donna. 

Che poi, secondo me il fatto che sia l’unica variante donna di Loki è un po’ una, diciamolo elegantemente, forzatura, e che in tutto il multiverso ci sia solo lei non ha molto senso;

poi aggiungendoci il fatto che non ha Thor come fratello, che è uno degli altri punti cardine della storia di Loki (voglio dire, avere un fratello che può controllare i fulmini e viene chiamato “l’ammazzagiganti” penso che segnerebbe l’infanzia di chiunque) finisce con il risultare proprio diversa dalle altre varianti, e per come l’hanno strutturata se l’avessero resa direttamente un personaggio diverso e non una variante sarebbe cambiato molto poco.

Quindi, che dire, penso che Pirandello sarebbe stato molto affascinato dal multiverso e dalle infinite varianti di una stesso individuo che è uno, nessuno e centomila, quindi questa mi sembra una conclusione adatta:

“Con la scoperta dei centomila Loki ch’io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Loki, abolendo in esso ogni sentimento e ogni volontà.”

La Narrazione: anni ‘50, viola e teen romance

La narrazione di questa serie è una discesa per gradoni o “balzi” che spingono sempre più verso le profondità del mondo in cui è ambientata, verso il centro della realtà; dalla terra e il deserto del Gobi a un luogo oltre il tempo come la TVA, poi nel Vuoto e poi ancora oltre il vuoto, dove tutto ciò che resta è Colui che Rimane, e ogni passaggio è accompagnato da un colpo di scena.

Per il resto segue abbastanza la struttura già vista in WandaVision, con un inizio che sembra molto distante dall’universo classico dei supereroi Marvel ma che poi, più ci si avvicina al finale, più torna alle sue origini di combattimenti e superpoteri, anche se qui questo mutamento è molto più veloce, ma perché la serie ha meno episodi di WandaVision, quindi è assolutamente comprensibile. 

E poi ci sono gli anni ‘50 e il viola. È tutto viola. 

L’estetica di Loki, anche se non ha nessuno scopo al fine della storia o di altro, è sicuramente uno dei punti forti della serie, dandogli una sua caratterizzazione e un senso di tema ricorrente, anche se puramente estetico. 

Ora una piccola domanda, una mia curiosità: perché ogni volta che c’è un qualche tipo di ufficio destinato al controllo del tempo e delle volontà altrui è sempre a tema anni ‘50? 

Anche in un’altra serie, The Umbrella Academy, la Temps Commission è tutta in tema 1950. Mi manda ai pazzi questa cosa, perché proprio quegli anni? Forse perché è stato il periodo dell’apogeo degli Stati Uniti e della loro grande espansione socioeconomica che li ha fatti sentire la più grande potenza che sia mai esistita? O forse solo perché i vestiti dell’epoca erano molto pittoreschi, chi lo sa. 

Comunque sia l’altro tema ricorrente per tutta la narrazione sono questi continui scambi semi-romantici fra Loki e Sylvie; sarò onesta, all’inizio ci sono una serie di scenette da teen romance che mi hanno fatto un po’ rabbrividire.

― Ravonna e lo stile “ruggenti anni ’50”

Nel terzo episodio ad esempio ci sono una serie di passaggi in cui sono racchiusi tutti i cliché narrativi possibili dei due personaggi che si piacciono ma si odiano e sono costretti a collaborare ma non vogliono però vogliono, e si ignorano ma in realtà no perché ci tengono l’uno all’altra.

Mhmh, ok, facciamo finta di non aver visto nulla.

Visto che Loki come personaggio è molto amato fra i fan più giovani dell’MCU capisco il timbro più incentrato sulla situazione romantica rispetto ad altre serie della Fase 4, ma si poteva comunque fare un po’ meglio. 

Per fortuna con il passare degli episodi questo tipo di rappresentazione diminuisce in favore di una narrazione più strutturata della loro relazione anche se la loro dinamica non è mai chiarissima, ma questo non in senso negativo, penso che la vaghezza e l’ambiguità della loro relazione sia anzi corretta perché stiamo sempre parlando di due Loki. 

Un’altra situazione che non è un difetto ma è un questione che non mi è molto chiara è il fatto della magia del nostro Loki protagonista: dovrebbe essere un personaggio abbastanza forte con una magia potente, ma non la usa quasi mai. 

Le altre varianti, in particolare Classic Loki e Sylvie, usano la magia spesso e con degli effetti significativi, mentre il nostro protagonista non la usa quasi mai, o meglio la usa per asciugarsi dalla pioggia ma non per crearsi delle armi; voglio dire, your magic, your choice, però non mi sembra una grande strategia.

La narrazione di Loki è quindi molto caratteristica pur restando fedele alla sua natura di MCU, e gli alti e bassi che si trovano sparsi per tutta la storia sembrano più che altro legati al timbro generale dell’opera e ai temi trattati, diversi rispetto ad altre recenti produzioni Marvel.

Conclusioni e Voto

Loki è una serie senza infamia e senza (troppa) lode che, pur rimanendo certamente piacevole da guardare, non riesce a lasciare un segno particolarmente incisivo. 

Questo non vuole assolutamente dire che sia mediocre, è ben scritta, ben recitata, ben raccontata e tutto, ma si ferma all’essere questo, bella.

Non memorabile, non inguardabile, bella. 

Se siete fan dell’MCU è assolutamente da vedere perché fondamentale per capire bene la Fase 4 di cosa parla e che direzione stia prendendo, al punto tale che la storia di Loki resta più importante per l’MCU di quanto lo sia per la serie stessa. 

D’altro canto è solo l’inizio, l’introduzione di un percorso di sviluppo per il dio dell’inganno in cui sono onestamente fiduciosa, e sono anzi molto curiosa di vedere come andrà avanti la sua storia visto che, anche se è un primo passo incerto, direi che non è assolutamente un passo falso.

Voto: 7.5 su 10

Interessante, manca solo qualcosina

La storia sfrutta gran parte del suo potenziale ma lascia del buon materiale da parte o inutilizzato tralasciando quelle caratteristiche che la potevano rendere migliore, anche se questo non vuol dire che la loro mancanza peggiori la narrazione. 

Poteva essere meglio, ma quello che c’è va già più che bene.

Trailer Ufficiale

Author

Cicala

Terza generazione in una famiglia di appassionati di cinema, figlia di un accanito lettore di fumetti che mi ha fatto giocare ad Halo ancor prima di insegnarmi a camminare, non avevo speranze. Leggo, gioco, vado al cinema e scrivo, poi se capita dormo. Lancio le mie opinioni nel vuoto di internet che tanto c’è di peggio in giro.

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